| L'Istituto per i Navigli | Associazione Amici dei
Navigli è un’associazione culturale, senza fini di lucro,
che si occupa del recupero e della valorizzazione delle vie d'acqua
interne, con particolare riferimento al sistema dei Navigli, considerato
patrimonio collettivo di inestimabile valore. Tali obiettivi vengono
perseguiti attraverso studi e progetti sui possibili usi delle vie
d’acqua interne, quali la navigazione, il recupero energetico,
l'itticoltura, l'irrigazione, la valorizzazione ambientale e monumentale,
lo sviluppo turistico, didattico e culturale. In particolare, l'Associazione
Amici dei Navigli ha un obiettivo molto ambizioso: la riapertura della
via d’acqua che collega la Svizzera al mare Adriatico, per ripristinare
la navigazione a scopo turistico lungo l'idrovia Locarno-Milano-Venezia.
L'Associazione organizza periodicamente eventi, quali: discese dimostrative
in barca, feste danzanti, presentazioni di pubblicazioni o filmati
sui Navigli, convegni e gite sui Navigli.
Il Consiglio Direttivo
Presidente: Empio Malara
Consiglieri: Lisa Bertè de Eccher, Regina De Albertis, Fabia
Malara, Giuseppe Mazzola, Andrea Micheli, Antonio Nicolini, Valentina
Perini, Silvia Spaini, Decio Spinelli
Unità operativa
Valentina Fragonara e Alessandra Metelli
Gli Amici dei Navigli
Sono sempre più numerose le persone che hanno scelto di sostenere
l'Associazione, partecipando attivamente alle nostre manifestazioni.
Diventa Amico dei Navigli
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| Il logo
dell’Associazione Amici dei Navigli |
| L’Associazione Amici
dei Navigli ha adottato fin dalla propria fondazione un logo
che ripropone il disegno del “Barchett de Boffalora”,
una speciale imbarcazione che, a partire dalla seconda metà
del XVII secolo fino al 1913, ha svolto il proprio efficiente
servizio di trasporto merci e passeggeri lungo il Naviglio Grande
nel tratto da Boffalora sopra Ticino fino a Milano.
Il “Barchett de Boffalora” funzionava in tutte le
stagioni, controllato dal lavoro di tre persone, due a bordo
e uno a terra il cui lavoro era quello di incitare e controllare
il cavallo che dalla sponda trascinava il barcone: all'andata,
infatti, l’imbarcazione si lasciava trasportare dalla
corrente e al ritorno, invece, per risalire il canale, si faceva
trainare da un cavallo. Per percorrere i circa 40 chilometri
che separano Boffalora da Milano, la barca impiegava dalla 5
alle 8 ore, facendo le fermate intermedie a Robecco sul Naviglio,
Abbiategrasso e Gaggiano.
Una figura quasi fiabesca era rappresentata dal “Torototela”,
un cantastorie che, suonando un buffo strumento costituito da
uno spago teso e una zucca vuota che fungeva da cassa di risonanza,
raccoglieva i soldi del biglietto fra i passeggeri.
Il “Barchett” fu ricordato anche nella letteratura
e nel teatro. Importante a questo proposito la commedia in quattro
atti intitolata proprio “El Barchett de Boffalora”,
scritta da Cletto Arrighi, poeta milanese della corrente della
Scapigliatura.
Una delle più caratteristiche istituzioni del Milanese,
indelebile tratto della memoria storico culturale degli abitanti
di queste terre, il “Barchett” è stato ricostruito
nel 1997 dall’Associazione Storica “La Piarda”
sulla base del progetto originale del 1830, ora conservato nel
Museo di Milano (via Sant’Andrea, 6). A differenza dell’originale,
la nuova imbarcazione è trainata da un trattore anziché
dal cavallo e viene utilizzata durante particolari ricorrenze
e manifestazioni storiche.
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