| Introduzione e Cenni storici |
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Leonardo da Vinci, note e disegni relativi alla Conca della Fabbrica. f. 148 v-a, Codice Atlantico. ![]() Stato attuale della Conca di Viarenna in via Conca del Naviglio. ![]()
Le due lapidi affisse all’edicola attestata alla Conca di Viarenna. |
Pochi milanesi sanno che in Milano vi sono insigni monumenti idraulici a testimonianza della invenzione della Conca della Fabbrica che gli ingegneri Fioravante da Bologna e Filippo Degli Organi da Modena, entrambi direttori dei lavori della Fabbrica del Duomo e sorveglianti del trasporto del marmo dalla Candoglia, costruirono per la prima volta a Milano nella prima metà del XV Secolo. Quella Conca è considerata la prima Conca di navigazione costruita in Italia e, secondo alcuni storici, in Europa. Attentamente osservata da Leonardo da Vinci e da lui rilevata nel
“f.148 v-a” del Codice Atlantico (conservato nella Biblioteca
Ambrosiana), la “Conca della Fabbrica” veniva costruita
dove ora c’è la Darsena. Grazie agli scavi per la costruzione
del parcheggio è recentemente venuto in luce l’assito
di legno che stava a base della conca. L’assito si trova in
prossimità della riva sottostante al viale Gabriele D’Annunzio
e, per la sua conservazione, deve restare immerso nell’acqua.
Demolita per far posto ai bastioni nella seconda metà del 1500, la Conca della Fabbrica è stata ricostruita nella via che oggi prende nome dalla presenza della Conca stessa e cioè in via Conca del Naviglio (già via Vallone). Attestata alla Conca della Fabbrica in via Conca del Naviglio, detta anche Conca di Viarenna (il nome deriva dalla via della “renna” ovvero della sabbia), vi è ora un’edicola contenete due lapidi della fine del ‘400: la prima rappresenta l’insegna della Fabbrica del Duomo, con l’antica facciata della Cattedrale che allora si chiamava di Santa Maria Maggiore; la seconda è un’epigrafe voluta da Ludovico il Moro, fatta affiggere nell’anno in cui morì Beatrice d’Este. La lapide spiega le ragion d’essere della conca e testimonia la consegna alla Fabbrica del Duomo la gestione del Naviglio in cambio del passaggio gratuito delle barche “Ad usum fabricae”. La scritta in latino è così tradotta in italiano: |
| Informazioni generali sulle Conche |
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Particolari del funzionamento delle Conche
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La conca di navigazione è costituita da due portoni, uno a monte uno a valle, che racchiudono un tratto di canale contenente il dislivello tra il canale di monte e il canale di valle. Il dislivello può variare da pochi centimetri a diversi metri. Nella prima conca di Viarenna, il dislivello da superare per introdurre
le barche dal Naviglio Grande al Naviglio di via Vallone e da qui
alla Cerchia Interna dei Navigli era di circa tre metri.
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Dai dati del censimento effettuato nel 2005 dall’Istituto per
i Navigli / Associazione Amici dei Navigli risultano i seguenti dati: |
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| La Conchetta | |
La Conchetta prima del restauro. |
I Navigli sono canali irrigui, di navigazione
e di produzione energetica e la loro plurifunzionalità li differenzia
dagli altri canali d’Europa. La dimostrazione più evidente
della loro originale caratteristica “plurifunzionale”
la si può constatare osservando le conche del Naviglio di Pavia,
in particolare della Conchetta. |
La Conchetta dopo il restauro e durante la manifestazione di ripristino della Conca affiancata al canale di soccorso. |
Recentemente restaurata (progetto redatto
a cura dell’Istituto per i Navigli con l’alta sorveglianza
della Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici), la Conchetta
è conforme al progetto originario dei primi dell’800
con portoni in legno, portello inferiore e letto in mattoni. Il restauro
è stato realizzato con finanziamento regionale e con la partecipazione
del Comune di Milano. |
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| La conca Fallata | |
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La conca Fallata è stata costruita molto tempo dopo il passaggio di Leonardo a Milano, ma la sua conformazione è simile a quella che si trova nei suoi disegni raccolti nei Codici Leicester ed Atlantico.
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