| Il restauro e il recupero funzionale della Conchetta |
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| La Conchetta è la prima e la più
piccola delle quattordici conche che s’incontrano lungo il Naviglio
da Milano a Pavia. E' localizzata in un‘area urbana centrale,
all’ incrocio fra via Conchetta e via Ascanio Sforza, e fra
l’ Alzaia e via Darwin; a circa 800ml dal ponte del Trofeo in
Darsena ( allegato1:planimetria di inquadramento territoriale ). La
Conchetta, come tutte le altre conche del Naviglio di Pavia, è
costituita da due canali distinti e paralleli. Un canale laterale
detto “scaricatore o di soccorso”, ossia quel canale scoperto
posto a fianco del bacino navigabile di minori dimensioni, indispensabile
per garantire la portata minima e assicurare il tirante d’acqua
necessario per le bocche d’irrigazione durante le operazioni
di chiusura della conca. Un secondo canale costituito da una vasca
per la risalita e la discesa delle imbarcazioni, che viene riempito
o svuotato in base alle necessità manovrando le porte. Tra
un canale di soccorso e quello di navigazione si trovano dei passaggi,
denominati scaricatori laterali, fondamentali durante la concata poiché
hanno la funzione di scaricare le acque, tramite apposite saracinesche
da un canale all’altro, permettendo un rapido svuotamento del
bacino. La conca copre un salto di 1,8 metri ed è attrezzata
per il transito dei natanti con due porte vinciane: una a monte e
una a valle. |
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| Cenni storici |
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Il primo tratto di Naviglio
Pavese fino alla Conca Fallata venne realizzato nel Seicento, ma con
un’unica conca: la Conca Fallata. I milanesi e i pavesi dovettero
aspettare due secoli per vedere ultimato il Naviglio, quella grandiosa
opera idraulica che Napoleone aveva imperativamente comandato di realizzare,
iniziata durante il suo governo e poi completata nel 1819 dagli austriaci.
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Riportiamo qui di seguito
alcuni brani significativi del progetto del Naviglio Pavese e in particolare
la storia della progettazione del primo sostegno la “Conchetta”
illustrati da Giuseppe Bruschetti, un ingegnere idraulico che seguì
da vicino i lavori e che per quella sua cronistoria utilizzò
non solo i documenti ufficiali ma anche parecchi dati riferitigli
verbalmente dai protagonisti. Riportiamo qui di seguito alcuni brani, sempre descritti da Giuseppe Bruschetti, relativi alle Norme seguite nella compilazione dei progetti di dettaglio per l’appalto delle opere del canale Navigabile e tabelle con dati tecnici. “Per gli elementi poi della costruzione effettiva dell’opera si descrivono di seguito le sponde del letto del canale dove fatte con semplice terra e dove con qualche muratura; e qui le sponde di terra si prescrivevano seminate di sementina di prato e ricoperte ne’cigli di cotiche di prato sovrapposte in piano le une alle altre, mentre per le sponde che volevansi con muri, i materiali di questi erano ora pietre cotte, ora ceppo ed anche di ciottoli”. “Precisate generalmente le facce ossia il contorno esteriore del sostegno, si esponevano nella descrizione dello opere anche gli elementi e le prescrizioni relative alla costruzione effettiva della stessa fabbrica, incominciando dalla palificazione da farsi avanti di intraprendere l’erezione dei muri di fondamento. Quivi adunque si distinguevano e si fissavano qualità, estensione e piano supremo di ciascuna parte di palificazione; qualità e dimensioni dè fondamenti sì di pietre che di bitume, e dei suoli o pavimenti di muratura per le varie parti del fondo della fabbrica. Poscia inoltrandosi a parlare delle altre parti superiori che costituiscono la fabbrica, si trattava più distintamente della soglia e del muro pel salto del sostegno, del muro di mezzo fra i dua canali paralleli, e dei muri laterali per sponda dei medesimi canali; indi delle spalle del ponte e sponde della tratta di canale d’accompagnamento allo sbocco del sostegno e degli speroni per rinforzo di tutti questi muri. Si arrivava finalmente ai dettagli per la costruzione delle bocche caricanti e scaricanti il bacino del sostegno, ponticello, stivi e cappello sul canale scaricatore, archi del ponte allo sbocco del sostegno, strade laterali per l’alzaia ed armatura per la tratta di canale d’accompagnamento e per il successivo canale di scolo da aprirsi all’intraprendere della fabbrica di sostegno per l’oggetto di tenervi in asciutto il letto della fondazione. Esauriti di tal maniera e nella forma e nella costruzione i dettagli descrittivi per l’erezione della fabbrica, restavano da dichiararsi e determinarsi le così dette opere di legno per uso della medesima”. |
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| L’intervento di restauro |
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Dopo quasi trent’anni di disuso, grazie all’intervento
di restauro e recupero funzionale attuato e finanziato dalla Regione
Lombardia negli anni 2005 e 2006, si è tornato a navigare compiendo
la “concata”e utilizzando il bacino della conca per superare
con l’imbarcazione il dislivello di quasi due metri esistente
in quel punto del canale. Al recupero ha contribuito anche il Rotary
Club Milano Nord-Est per il progetto idraulico ed elettromeccanico.
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Essendo ubicata in area urbana
centrale sono state operate comunque delle scelte progettuali che
in altri contesti potrebbero non verificarsi: si è optato per
la ricostruzione della soglia storica ottocentesca, che qui più
che nelle conche successive si palesava fattibile, annullando per
quanto possibile le stratificazioni degli interventi postumi. |
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Il progetto di restauro ha comportato
diverse fasi. A uno studio storico preliminare è seguito un
approfondito esame diretto dei manufatti che sono stati rilevati,
misurandone e fotografandone ogni parte, identificando i materiali
componenti con campagne stratigrafiche dell’elevato e analisi
svolte in collaborazione con il laboratorio di diagnostica del Politecnico.
La restituzione grafica del rilievo materico ha costituito la base
per definire le operazioni di restauro da eseguire fino a predisporre
il progetto definitivo completo, comprendente sia le parti inerenti
le opere civili di restauro che le opere impiantistiche del recupero
funzionale. Il progetto esecutivo ha fornito i particolari costruttivi
per la realizzazione delle opere e tutta la documentazione necessaria
per procedere all’appalto. |
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La fase costruttiva di cantiere
ha comportato l’identificazione dei materiali idonei al restauro,
delle tecnologie appropriate e soprattutto dei costruttori, di non
facile individuazione, in grado di fornire manufatti di produzione
eminentemente artigianale con l’utilizzo di materiali e tecniche
tradizionali nei tempi previsti e di rispondere all’esigenza
di ricostruzione sulla base del modello storico originale. |
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